Intervista con il Dott. Salvatore Picone

Come ti è venuto in mente questo progetto:

All’inizio degli anni 90 ho svolto un periodo di formazione nel nord Europa, come psicologo e sportivo mi sono confrontato con la ricchezza e la diversità della persona e la complessità del concetto di salute. Rieducare all’equilibrio mente-corpo attraverso l’esercizio fisico, l’alimentazione, il movimento significa esplorare le potenzialità del proprio corpo, migliorare la propria resilienza, significa attivare il patrimonio genetico dei soggetti e dunque la propria corporeità e nello stesso tempo, come dimostrano le neuroscienze, la rigenerezione di nuove cellule celebrali in grado di sopperire alle funzioni necessarie per sentirsi meglio.

Quale potrebbe essere l’ambito di applicazione?

Il concetto di salute nel futuro sarà sempre di più rappresentato dalla Psicofitness, ritornare ad un naturale ritmo di vita, prevenire gli attivatori dello stress, prendersi cura della propria salute, accompagnare terapeuticamente attraverso esercizi di psicofitness, comprendere che il movimento aumenta la plasticità del cervello, sono solo alcuni degli imprescindibili benefici della psicofitness.

Dunque formazione ed educazione alla salute?

Si, a patto che i terapeuti, medici, gli educatori e formatori o personal di psicofitness siano dei professionisti che abbiano raggiunto dei risultati nello sport, se in diversi sport è meglio, poiché altrimenti verrebbe a decadere la credibilità degli stessi in quanto non avrebbero attivato adeguatamente un equilibrio del proprio sistema motorio-cognitivo e nervoso simpatico con tutto ciò che ne deriva in termini di competenza fisica e di controllo dei comportamenti. Sarebbe come conoscere una ricetta di cucina e poi non sapere preparare un piatto da mangiare per il proprio figlio o peggio ancora non sapere dosare le proprie dosi e dunque avvelenarlo.

Cosa consiglia ai suoi pazienti e alla gente in genere per stare bene?

Di educare le proprie emozioni, di potenziare la salute con l’esercizio fisico, di allenarsi ad uno stile di vita fatto di ritmi sani, di liberarsi dai propri condizionamenti, di sviluppare la creatività attraverso la costruzione di relazioni assertive, una educazione ai sentimenti, una guida pratica per imparare a perdonare e riuscire a controllare il senso di colpa.

Perché cita il perdono?

Alcuni luminari credono che scienza e sipritualità siano due campi opposti. Un attento studio epistemologico del concetto di scienza, ci suggerisce il contrario. La spiritualità fa parte del corredo genetico dell’uomo che si è evoluto grazie alla sua pratica, sviluppando capacità mnestiche che hanno potenziato il cervello. Il perdono sarà una pratica sempre più diffusa in ambito di prevenzione psicofisica e dunque di formazione alla psicofitness.

Lei è tra gli autori del libro: Dentro le sfida educativa!

Si, un libro che fa parte della collana formazione, ed. A.D.P., che nasce dalla vita professionale degli autori e nasce poi dalle esistenze dei suoi protagonisti, genitori da una parte e figli dall’altra. Il filo conduttore del mio contributo è stato in questo caso rivolto all’alleanza educativa operata dagli educatori, genitori in primis, alla scuola ed in particolar modo alla figura dell’insegnante di sostegno, alla possibilità di rendere vivo il progetto di cura e di salute, e salute significa benessere integrale fisico, psichico e sociale".

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